La Cristalloterapia e l'elemento Terra

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Nell'ambito delle discipline bio-naturali si sta diffondendo negli ultimi anni un forte interesse per l'uso delle pietre e dei cristalli. Il termine "cristalloterapia" indica in particolare un utilizzo di questi elementi della natura come strumenti finalizzati ad una guarigione individuale, sia essa di natura fisica, psichica o spirituale.

In realtà la concezione della pietra come un tramite tra l'uomo e la divinità - in particolare le divinità connesse alla Terra in quanto elemento naturale ed in quanto pianeta - risale alla notte dei tempi.

Non a caso le civiltà antiche incentravano su di essa la maggior parte dei culti religiosi e delle pratiche spirituali.

Oggigiorno ci restano testimonianze archeologiche di quelle culture, disseminate in ogni parte del mondo. Le architetture megalitiche, spesso archeoastronomicamente orientate e sempre riconosciute come fonti di energie ancestrali, ne sono forse il più significativo esempio.

 Non si dimentichino tuttavia le piramidi egizie e precolombiane, per proseguire coi templi greco-romani, per arrivare alle grandi cattedrali medievali dell'Europa cristiana, anch'esse sublimi monumenti di pietra dotati di forte carica energetica.

La cristalloterapia in senso classico, intesa come l'uso di piccoli frammenti di pietra in pratiche energetiche o magiche, trova un'origine principale nelle culture sciamaniche e protostoriche. Da lì si sarebbe poi diffusa con nomi e modalità differenti presso la maggior parte delle culture umane.

Santa Ildegarda di Bingen fu forse la più prolifica studiosa di cristalloterapia nell'epoca medievale. Con le sue opere di medicina naturale, basate in realtà su conoscenze più antiche, pose le fondamenta di quella che potremmo definire la cristalloterapia occidentale moderna.

Oggi i cristalloterapeuti si avvalgono dell'uso delle pietre eseguendo trattamenti specifici oppure associandole a discipline energetiche di antica o recente origine.

Il ricorso ai cristalli è infatti diffuso in combinazione con tecniche come la pranoterapia, il reiki, i massaggi olistici (tra i quali l'hot/cold stone massage ne è forse l'esempio più noto).

Al di là dell'ambito strettamente terapeutico, le pietre sono frequentemente utilizzate nel contesto delle discipline spirituali e meditative. Si ritiene infatti che taluni cristalli sprigionino determinate energie in grado di facilitare l'attività della meditazione, del viaggio astrale ed in ultima analisi dell'ascesi mistica.

A questo punto val bene fare una riflessione.

E' infatti interessante notare come le pratiche meditative tendano perlopiù ad un'emancipazione della mente dal mondo materiale, in un'ottica di elevazione verso una dimensione più prettamente spirituale.

Come può dunque conciliarsi con questo intento il ricorso al mondo minerale, che più di ogni altro è espressione dell'elemento Terra e della più densa materialità?

In effetti il paradosso è solo apparente. Vanno infatti tenuti in considerazione due fattori.

In primo luogo, la tradizione tramanda che alcune pietre, pur appartenendo naturalmente al regno terrestre, custodiscano la capacità di orientare le facoltà psichiche nell'uso di energie più sottili. Ne è un esempio la selenite, il cui nome stesso richiama  Selene, ovvero la luna, che è un corpo celeste (quindi afferente ad una dimensione elevata e spirituale) e che  inoltre si ricollega allo yin, alla cosiddetta energia femminile, da sempre riconosciuta come più predisposta all'ascesi mistica rispetto all'opposta energia maschile.

Altri esempi sono costituiti dalla fluorite e dall'ametista, entrambe efficaci nel facilitare l'apertura del sesto Chakra (Ajna), che è quello maggiormente coinvolto nelle attività meditative e nello sviluppo di facoltà extra-sensoriali.

 

In secondo luogo, è necessario definire con più precisione le tecniche della cosiddetta meditazione. La concezione comune tende a ricollegare in maniera univoca tali tecniche ad un processo di progressivo distacco dalla materia finalizzato all'ascesa verso dimensioni più spirituali. Va però sottolineato che questa è una visone parziale delle potenzialità della meditazione. Essa, che si basa in realtà su un movimento della coscienza rivolto dall'esterno verso l'interiorità del meditante, può assumere indistintamente carattere ascendente o discendente.

Lo sciamanesimo, per esempio, fortemente improntato sull'uso delle facoltà extra-sensoriali, indirizza tali facoltà tanto verso una presunta dimensione superiore (e quindi amaterialistica, che è quella degli Antenati), quanto verso le regioni più energeticamente dense come quella della Terra (e in una qualche misura dell'Acqua). Ne risulta allora una perfetta congruenza con l'uso delle pietre, e di certe pietre in particolare (diaspro e corniola) che radicano fortemente all'elemento Terra e alla sfera apparentemente più materiale.

La stessa Terra, è l'elemento taumaturgico per antonomasia, contrapposta all'acqua (fecondante), al fuoco (purificante), all'aria (trascendente a livello psichico).

Basti pensare alle pratiche in uso presso certe culture tradizionali che constano nel sotterrare parzialmente una persona malata in modo che le energie telluriche  rimuovano autonomamente la malattia. Gli antropologi interpretano queste usanze come ricollegabili al cosiddetto "regressus ad uterum", cioè il rientro simbolico del bambino nel luogo più protetto e più rigenerante in assoluto, che è  l'utero della madre (in questo caso della Madre Terra).

Si ritorna così alla cristalloterapia classica ove la potenzialità guaritrice della Terra viene canalizzata attraverso l'uso di piccoli frammenti di lei (le pietre e i cristalli, appunto), o addirittura attraverso la costruzione di particolari monumenti di pietra (come il caso delle celebri Tombe dei Giganti della Sardegna) il cui contatto è ritenuto benefico per la salute della persona.

L'uso dei cristalli rimanda dunque alle energie ancestrali della Madre Terra, espresse in tutti i loro potenziali mistici e taumaturgici. In un'epoca in cui Gaia, come pianeta e come elemento, diviene il centro delle nuove correnti spirituali e filosofiche, la cristalloterapia potrà trovare nuova linfa vitale e divenire una possibile chiave di volta per questa splendida trasformazione umana.

 

Arda Roccalas