Postura e Respirazione nel trattamento Reiki

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Se consideriamo il trattamento Reiki completo, accade spesso, che i giovani praticanti, "concentrati" nel eseguire la "corretta" sequenza di posizioni delle mani sul proprio ricevente, danno scarsa importanza a due aspetti che sono invece fondamentali: la respirazione e la postura.

Innanzitutto diciamo che questi due aspetti sono strettamente legati l'uno all'altro:se adottiamo una buona postura, saremo in grado di mettere in atto una respirazione più funzionale a quello che stiamo facendo.

 

Durante gli incontri di scambio Reiki capita sovente di vedere giovani operatori assumere posizioni davvero assurde: quasi completamente sdraiati, con una gamba piegata e l'altra allungata, completamente "rannicchiati" sul proprio ricevente, ecc. Il campionario è molto vasto!

Allora qual è la postura più adatta per un operatore reiki? Come respirare? Che cosa succede se non si fa attenzione a questi aspetti? Come spesso accade nel Reiki le risposte non sono univoche, ma possono essere date delle indicazioni generali che sono valide per tutti.

Per quanto riguarda la respirazione, è importante che essa sia: profonda, non forzata e addominale. Questo favorisce uno stato maggiore di centratura nel "qui e ora", amplifica la nostra capacità percettiva e crea uno stato di grande apertura energetica. Inoltre questo tipo di respirazione, favorisce lo scarico di tensioni muscolari ,consentendoci di ottenere un maggior stato di rilassatezza. Mantenere un corretto atteggiamento del corpo, ha la funzione di agevolare questo tipo di respirazione, di scaricare le tensioni muscolari e di favorire il fluire dell'energia.

Innanzitutto possiamo dire, che la regola fondamentale, è quella di assumere una posizione che ci faccia sentire comodi. Il trattamento completo dura da quarantacinque minuti a più di un'ora , ed è assolutamente importante evitare posizioni che alla lunga provochino fastidi o addirittura dolore.

È quindi opportuno mantenere uno stato di distensione muscolare di tutto il corpo, evitando di contrarre i muscoli di braccia e gambe. Non essere "disturbati" dal nostro corpo, ci consente uno stato di apertura maggiore e quindi, di lasciar fluire maggiormente l'energia.


Il trattamento completo viene generalmente eseguito su un lettino o per terra su un futon. L'uso di un lettino ci consente di sederci in maniera più comoda su una sedia o uno sgabello, non dimeno anche in questa posizione, può essere avvertita stanchezza alle spalle e alle braccia. Per ovviare a questo inconveniente, risulta utile poggiare le braccia su un cuscino posto sulle gambe per scaricare la tensione. È inoltre opportuno cercare di tenere il busto e la testa quanto più eretti possibile (questo favorirà la respirazione addominale), evitando comunque di forzare e irrigidirsi.

Nel trattamento su futon si hanno delle problematiche un po' più complesse. Fermo restando quanto detto in precedenza, durante questo tipo di trattamenti, dobbiamo innanzitutto fare in modo di rivolgere busto e fronte sempre verso il nostro ricevente.

Per quanto riguarda le gambe si può assumere la posizione di seiza (seduti in ginocchio con i glutei che poggiano sui talloni), o con le gambe incrociate (adoperare un cuscino sotto i glutei rende queste posizioni più confortevoli).

Sarebbe meglio evitare posizioni delle gambe asimmetriche (ad es. una gamba flessa e una distesa) per evitare cattive posture della colonna vertebrale e delle anche. Queste posizioni possono risultare, inizialmente,  scomode e non naturali, ma praticandole aumenta la propria elasticità, e risulteranno davvero funzionali.

Ovviamente questi suggerimenti non vanno presi come rigidi precetti: il trattamento reiki funziona comunque! Le indicazioni riportate possono essere uno spunto per provare a migliorare il proprio Reiki.  L'esperienza  ci insegna, che adottare una corretta posizione e respirazione, rende il trattamento decisamente più gradevole per il ricevente, (tremolii di gambe e braccia, dovuti alla stanchezza nel mantenere una postura, vengono trasmesse e danno una sensazione decisamente sgradevole).

Solo la pratica costante ci consente, come detto, una maggior efficacia del trattamento e, non ultimo, evita all'operatore continui sforzi e microtraumi che alla lunga possono portare anche a delle problematiche muscolo-scheletriche.

Infine un piccolo accenno al fatto che anche l'abbigliamento dell'operatore può influenzare gli aspetti che abbiamo visto: pantaloni stretti, cinture e in generale tutti gli indumenti, che ostacolano i movimenti, sono sconsigliati, a vantaggio di una tenuta larga e comoda.